IL CONTROLLO DI GESTIONE: STIMOLO E OBIETTIVO DELL’INNOVAZIONE


La velocità delle dinamiche di mercato, i continui cambiamenti tecnologici, la crescente necessità di aggiornamento delle competenze: tutti questi temi richiedono l’interpretazione e la gestione di informazioni aziendali sempre più complesse e numerose.

In un contesto in continuo divenire come quello in cui si trovano ad operare le piccole-medie imprese italiane, il controllo di gestione diventa sempre più fondamentale e strategico.
Il controllo di gestione può essere definito come l’insieme di tecniche a supporto del management per rivedere il sistema di contabilità industriale, di controllo budgetario e KPI (Key Performance Indicators) al fine di prendere decisioni in linea con la realtà aziendale.
Attraverso sistemi di Business Intelligence, cioè attraverso sistemi di misurazione, controllo e modellizzazione di cruscotti ad hoc, il controllo di gestione diventa un’integrazione tra pianificazione, programmazione e monitoraggio interno all’azienda che parte dal passato per proiettare l’analisi verso strategie future.

Il “metodo BCM” per il controllo di gestione può essere suddiviso in 4 fasi principali:

  1. Identificazione del problema: attraverso l’approccio ingegneristico vengono studiati i dati storici e identificati i problemi che affliggono le attività elementari di ogni processo aziendale. Questa prima fase è fondamentale in quanto vengono identificati non solo i problemi già presenti, ma anche i possibili rischi legati a progetti da realizzare. E’ proprio in questa fase, infatti, che il team BCM crea le basi di partnership con i responsabili aziendali. L’obiettivo finale di questa fase è, attraverso il riesame delle attività e dei processi aziendali, identificare quelli non più adeguati e massimizzare efficienza ed efficacia, riprogettandoli con una mappatura funzionale.
  2. Valutazione della soluzione: grazie all’interazione tra il team BCM e i responsabili aziendali, viene garantita una stimolazione trasversale che porta idee innovative e strategiche. Durante questa fase è importante comprendere, prima di tutto, se e come gli obiettivi aziendali siano raggiungibili; parallelamente, si cerca di trovare mezzi, risorse e strumenti adatti alla loro realizzazione e, infine, la strada più adatta da percorrere. L’obiettivo finale di questa fase è la creazione di un business plan, il quale riesce a dare una visione a medio-lungo termine sull’operatività aziendale, lo sviluppo interno e le finalità di investimento.
  3. Pianificazione della soluzione: questa fase, che può essere definita come la più “pratica”, riguarda l’allocazione degli strumenti e delle risorse identificati al punto precedente e la definizione delle tempistiche. Grazie all’esperienza maturata in molteplici contesti e settori il team BCM, attraverso un approccio ingegneristico, esamina quali soluzioni e quali scenari siano i più efficienti ed efficaci per la realtà aziendale. In questa fase è necessaria una collaborazione ad ogni livello con l’azienda, il metodo BCM coinvolge tutte le aree aziendali e non, come spesso accade, solo quella amministrativo-direzionale.
  4. Implementazione della soluzione: questa fase prevede la messa in atto della soluzione studiata. Per fare ciò è necessario calarla nell’operatività aziendale cercando di sfruttare fin da subito i benefici che potrebbero derivarne in termini di efficacia ed efficienza. Poiché l’obbiettivo non deve essere quello di offrire una mera consulenza, ma di costruire soluzioni funzionali, quanto definito nelle fasi precedenti deve diventare una rotta da seguire, ma il team deve essere in grado di attuare eventuali azioni correttive, determinando le cause delle differenze tra risultati previsti ed effettivi.

Il controllo di gestione, in conclusione, vuole essere lo stimolo e allo stesso tempo il metodo per fronteggiare adeguatamente il cambiamento continuo della realtà aziendale. Alla base vi è la necessità di reingegnerizzare i processi attraverso il monitoraggio, la pianificazione e la valutazione in forma economica degli stessi, mirando all’ottimizzazione dei flussi di materiali e di informazioni. Questa reingegnerizzazione non riguarda solo una parte della filiera: è, infatti, fondamentale tanto per la fabbrica quanto per gli uffici. E’ necessario un radicale cambiamento del modo di fare impresa applicando la cosiddetta “cultura del dato”, fatta di studio, progettazione, formazione e comunicazione.

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